Il contributo delle conoscenze geologiche alla pianificazione del territorio

Ringrazio il Sindaco Giuseppe Lanzara e l’Amministrazione Comunale per aver promosso questo importante percorso partecipato di costruzione del nuovo Piano Urbanistico Comunale.

Come geologo e come Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania ritengo particolarmente significativo che il confronto sul futuro della città parta da temi strategici come il litorale, le infrastrutture, l’abitare e lo sviluppo economico.

La pianificazione moderna non può più limitarsi a disegnare funzioni urbanistiche o a prevedere nuove opere. Deve innanzitutto comprendere il territorio, la sua storia geologica, le sue dinamiche naturali e i rischi che lo caratterizzano. Il Piano Urbanistico Comunale non è soltanto uno strumento di sviluppo e organizzazione degli spazi urbani, ma deve diventare sempre più uno strumento di prevenzione e gestione dei rischi naturali, capace di orientare le trasformazioni del territorio verso condizioni di maggiore sicurezza, resilienza e sostenibilità.

Il geologo, in questo senso, non rappresenta dunque un vincolo allo sviluppo ma uno strumento per renderlo più sicuro, più duraturo e più sostenibile.

 

Pontecagnano Faiano: un territorio complesso e ricco di opportunità

Pontecagnano Faiano possiede una straordinaria varietà paesaggistica e geomorfologica che vede concentrati in pochi chilometri quasi tutti i principali temi della geologia applicata alla pianificazione territoriale.

Nella piana emergono le problematiche legate al rischio idraulico e agli allagamenti; nelle aree collinari assumono rilevanza i fenomeni di instabilità dei versanti; lungo la costa si pongono le sfide dell’erosione e della gestione sostenibile del litorale; il tutto all’interno di un contesto che deve confrontarsi anche con il rischio sismico tipico del territorio campano.

Per questo motivo Pontecagnano Faiano rappresenta quasi un laboratorio a cielo aperto delle sfide che oggi interessano molte amministrazioni locali. La qualità delle scelte urbanistiche dipenderà dalla capacità di integrare queste conoscenze nella costruzione della città futura.

Questa ricchezza ambientale può rappresentare una grande opportunità per il turismo, per la qualità urbana e per lo sviluppo economico.

Ma proprio questa varietà comporta la presenza di differenti criticità geologiche che devono essere conosciute e governate.

 

Il rischio alluvionale nella piana

La parte pianeggiante del territorio comunale è il risultato di processi alluvionali sviluppatisi nel corso delle ultime centinaia di migliaia di anni.

La presenza di corsi d’acqua, canali e aree caratterizzate da quote molto basse richiede particolare attenzione rispetto al rischio di allagamento e di esondazione.

Il 4% del territorio è a pericolosità molto elevata di alluvioni, e 330 persone a rischio alluvioni l’1,3% dell’intera popolazione di Pontecagnano.

Questo scenario critico è aggravato dagli eventi meteorologici estremi che stanno diventando sempre più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici.

Pensiamo a quanto accaduto negli ultimi anni in molte città italiane, ma anche agli ultimi allagamenti a marzo del 2024 in città, dove eventi meteorici intensi hanno provocato allagamenti in aree urbanizzate che in passato erano considerate sicure. Non sempre il problema è rappresentato solo dalla quantità di pioggia caduta, ma spesso anche dalla progressiva impermeabilizzazione del suolo che impedisce all’acqua di infiltrarsi naturalmente. Ogni nuovo insediamento, ogni parcheggio, ogni strada modifica l’equilibrio idraulico del territorio e deve essere valutato in questa prospettiva.

Per questo motivo la pianificazione urbanistica deve:

  • preservare le aree di naturale espansione delle piene;
  • limitare il consumo di suolo;
  • favorire la permeabilità dei terreni;
  • integrare le infrastrutture verdi e le soluzioni basate sulla natura.

Ogni metro quadrato impermeabilizzato oggi può trasformarsi in un problema domani.

 

Il rischio da frana nelle aree collinari e montane

La parte delle aree collinari presenta problematiche differenti.

I versanti possono essere interessati da fenomeni di instabilità, soprattutto in presenza di forti precipitazioni o di interventi antropici non adeguatamente progettati. I dati ci indicano che sul territorio comunale sono assenti del tutto assenti fenomeni franosi a pericolosità elevata e molto elevata. Quelle più rappresentative sono le aree a pericolosità media P2 e moderata P1 che complessivamente interessano il 15% del territorio e quasi il 20% della popolazione.

La conoscenza geologica consente di:

  • individuare le aree più vulnerabili;
  • orientare correttamente le trasformazioni urbanistiche;
  • progettare interventi di mitigazione;
  • ridurre il rischio per cittadini e infrastrutture anche attraverso interventi non strutturali.

Pianificare significa scegliere dove costruire, ma anche dove non costruire.

 

La sfida della fascia costiera

Il tema centrale dell’incontro di oggi riguarda il litorale.

La costa rappresenta una risorsa strategica per il turismo, la qualità della vita e l’economia locale.

Tuttavia è anche un sistema estremamente dinamico.

La fascia costiera di Pontecagnano Faiano rappresenta una straordinaria risorsa ambientale, paesaggistica ed economica, ma è anche un sistema estremamente fragile. I dati disponibili mostrano che tra il 1954 e il 2001 l’arenile ha subito un arretramento di circa 50 metri per effetto dell’erosione marina. Si tratta di un fenomeno che non riguarda soltanto la perdita di spiaggia, ma che incide sulla sicurezza delle infrastrutture, sulle attività economiche e sulla stessa attrattività turistica del territorio.

Per questo motivo la valorizzazione del litorale non può limitarsi alla realizzazione di opere o servizi turistici, ma deve partire dalla comprensione dei processi geomorfologici che regolano l’evoluzione della costa.

Qualunque progetto di valorizzazione del waterfront deve essere accompagnato da studi geologici e geomorfologici capaci di garantire la sostenibilità nel lungo periodo.

Quando si parla di valorizzazione del litorale si pensa spesso soltanto alle opportunità turistiche, ma il primo passo è comprendere come si evolve la costa. In molte località italiane sono stati realizzati lungomari, stabilimenti e opere di difesa che, nel giro di pochi anni, hanno richiesto ulteriori interventi perché non erano stati adeguatamente considerati i processi di erosione e trasporto dei sedimenti. Investire nella conoscenza geologica significa evitare di spendere due volte le risorse pubbliche.

La costa non è una linea immobile da occupare ma un ambiente vivo da comprendere e gestire.

 

Il rischio sismico

Un ulteriore elemento che deve accompagnare ogni scelta pianificatoria è il rischio sismico.

La Campania è una regione caratterizzata da una significativa pericolosità sismica e il territorio comunale non può considerarsi estraneo a questo tema.

La conoscenza delle caratteristiche geologiche e geotecniche dei terreni è fondamentale per:

  • definire correttamente le condizioni di amplificazione sismica locale;
  • progettare edifici e infrastrutture più resilienti;
  • garantire maggiore sicurezza alle comunità.

Oggi disponiamo di strumenti e conoscenze molto avanzati, come gli studi di Microzonazione sismica che consentono di integrare il rischio sismico nelle scelte di pianificazione.

 

Il valore delle conoscenze geologiche nella pianificazione

Le conoscenze geologiche non intervengono alla fine del processo urbanistico per verificare se un progetto è compatibile.

Devono essere presenti fin dall’inizio, nella costruzione delle strategie di sviluppo.

La geologia fornisce le informazioni necessarie per:

  • conoscere le risorse del territorio;
  • individuare le fragilità;
  • prevenire i rischi;
  • ottimizzare gli investimenti pubblici;
  • aumentare la resilienza delle comunità.

In altre parole, aiuta a trasformare il territorio senza comprometterne l’equilibrio.

 

Conclusioni

Oggi la risposta alle sfide poste dai rischi naturali non può essere affidata esclusivamente alle opere di difesa. Accanto agli interventi strutturali, assume un ruolo sempre più importante la rigenerazione urbana, intesa come processo di riqualificazione e riuso del patrimonio esistente, di recupero degli spazi degradati e di miglioramento della qualità ambientale delle città.

La rigenerazione urbana rappresenta una delle più efficaci strategie di gestione sostenibile del territorio perché consente di limitare il consumo di nuovo suolo, ridurre l’impermeabilizzazione delle superfici, recuperare aree vulnerabili e aumentare la resilienza delle comunità rispetto ai cambiamenti climatici e ai rischi naturali.

In quest’ottica, la sicurezza del territorio non deve essere considerata un vincolo allo sviluppo, ma una componente essenziale della qualità urbana e della competitività dei territori.

Nel caso di Pontecagnano Faiano, la rigenerazione urbana può rappresentare uno strumento fondamentale per valorizzare il litorale, recuperare aree sottoutilizzate o degradate, migliorare la gestione delle acque meteoriche, incrementare gli spazi verdi e rafforzare il rapporto tra città, costa e ambiente naturale. Un territorio che rigenera sé stesso è anche un territorio che riduce progressivamente le proprie vulnerabilità.

La migliore gestione del rischio non consiste soltanto nel difendersi dagli eventi naturali, ma nel progettare città capaci di convivere con essi.

Il nuovo PUC e il Masterplan del Litorale Sud possono rappresentare un’occasione importante per affermare una visione innovativa della pianificazione: non più espansione urbana come risposta ai bisogni della città, ma rigenerazione, resilienza e valorizzazione del patrimonio territoriale esistente. È in questa direzione che le conoscenze geologiche possono offrire un contributo determinante, aiutando a costruire uno sviluppo capace di coniugare crescita, sicurezza e sostenibilità.