“GLI INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ DEGLI EDIFICI PRIVATI DEI CAMPI FLEGREI”.

Buon pomeriggio a tutte e a tutti,

desidero ringraziare l’Ordine degli Ingegneri di Napoli ed Inarcassa per aver promosso questo momento di confronto e salutare tutti i presenti le istituzioni, i relatori, i colleghi degli ordini professionali e tutti i partecipanti.

Il convegno di oggi si colloca in un momento particolarmente significativo, in cui il Paese – e in modo speciale la nostra regione – è chiamato a integrare conoscenze, strumenti e competenze per affrontare il rischio sismico legato al fenomeno del bradisismo, che nei Campi Flegrei presenta caratteristiche uniche e di grande complessità.

Il Decreto-Legge 140/2023 che all’art. 2 ha previsto il Piano straordinario di analisi della vulnerabilità e del rischio delle zone edificate direttamente interessate dal fenomeno bradisismico, rappresenta, in tal senso, una svolta importante: esso afferma un principio che da tempo la comunità tecnico-scientifica sostiene, ovvero che la prevenzione deve basarsi su una conoscenza profonda e condivisa del costruito e dei contesti territoriali, introducendo un piano straordinario di analisi della vulnerabilità e misure urgenti per il territorio flegreo che rappresenta sicuramente un segnale positivo e atteso.

In quest’ottica, la valutazione della vulnerabilità sismica degli edifici privati, dapprima con le schede PLINIUS e successivamente mediante la scheda CARTIS, costituisce un tassello essenziale per restituire un quadro oggettivo e tecnicamente fondato sul quale impostare le scelte di mitigazione

Per la definizione del rischio sismico, sappiamo bene che accanto alla valutazione della vulnerabilità del patrimonio edilizio, è fondamentale la realizzazione degli studi di microzonazione sismica, strumenti strategici per comprendere la pericolosità, la risposta sismica locale e supportare la pianificazione urbanistica e le politiche di prevenzione. Il piano straordinario li ha previsti e sul tema ci sarà un intervento del Dott. Giulivo, che farà il punto sull’attuale stato dell’arte. Si tratta di un nodo cruciale da affrontare con determinazione, perché senza una base geologica e geotecnica solida ogni intervento rischia di risultare parziale o inefficace. E l’ultimo evento del 30 giugno scorso di magnitudo 4.6 che ha determinato fenomeni di crolli della falesia a Punta Pennata, così come gli effetti di amplificazione sismica nella conca di Agnano e nella piana di Bagnoli, ne sono una chiara evidenza.

Come geologi, riteniamo che soltanto un approccio integrato, multidisciplinare e coordinato possa assicurare risultati concreti e duraturi per la riduzione del rischio bradisismo. Ed è proprio in questa logica che si inserisce con successo l’esperienza della Struttura Tecnica Nazionale, nella quale le diverse competenze tecniche – ingegneri, architetti, geologi, geometri – hanno lavorato insieme per i rilievi di vulnerabilità attraverso le schede Plinius, CARTIS e quelle di agibilità AeDES. Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione interprofessionale, che valorizza le specificità di ciascuna figura tecnica e mette in campo un patrimonio comune di conoscenze al servizio del sistema di protezione civile e della collettività.

Adesso occorrono interventi strutturali di miglioramento e adeguamento sismico dell’edificato, ma è fondamentale rafforzare anche le misure non strutturali – dalla pianificazione territoriale ed urbanistica a quella di protezione civile, dall’informazione alla cittadinanza, alla formazione e partecipazione – perché solo così possiamo dare risposte realmente efficaci e adeguate alla complessità del rischio bradisismico.

Questo convegno è quindi non solo un’occasione per aggiornare i professionisti su strumenti e metodologie operative, ma anche un momento prezioso per ribadire la necessità di una governance condivisa del rischio, nella quale ciascun attore – dallo Stato centrale fino ai Comuni – possa contare su dati certi, su linee guida chiare e sul supporto di una comunità tecnica competente e coesa.

In conclusione, come Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, rinnovo l’impegno della nostra categoria a supportare con responsabilità e rigore tecnico-scientifico ogni azione volta alla riduzione del rischio sismico.

Oggi vogliamo lanciare un messaggio chiaro:

la prevenzione reale si costruisce con la conoscenza del territorio, con il dialogo tra saperi e istituzioni e con la partecipazione dei cittadini.

Buon lavoro a tutti.